Sintesi del laboratorio del 25 novembre “La CONOSCIENZA come prevenzione della VIOLENZA” tenutosi a Subiaco (RM) presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Braschi-Quarenghi.

Nell’ambito della Campagna di prevenzione sulla violenza sono stati organizzati due laboratori giovedì 25 novembre 2021 dalle ore 9:00 alle ore 12 presso l’Istituto Superiore Braschi-Quarenghi.

La CONOSCIENZA come prevenzione della VIOLENZA. Una delle sfide più importanti per la ricerca scientifica è l’applicazione della stessa al contrasto di ogni forma di VIOLENZA. Il mese di novembre 2021, l’Associazione A.I.P.C. ha avviato la Campagna di prevenzione sulla violenza, denominata: “La CONOSCIENZA come prevenzione della VIOLENZA”.

FCV LIVE WEEKLY. L’approfondimento settimanale dedicato ai delitti familiari ogni martedì alle ore 18:00 si potrà seguire sulla pagina Facebook dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia, sul profilo Facebook di Massimo Lattanzi e sul canale YouTube dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia – Osservatorio Nazionale Stalking.

L’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia presenta il nuovo format “DELITTI FAMILIARI”, il sabato alle 19:30 su RETE ORO – canale 18 del digitale terrestre e in streaming. Ricerche, studi, analisi di casi, testimonianze, sondaggi e molto altro. Da sabato 18 DICEMBRE 2021
Biografia dell’A.I.P.C. e del protocollo scientifico integrato ASVS.

L’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (A.I.P.C.) – APS, una no-profit fondata nel 2001, è formata da un’equipe multidisciplinare di professionisti volontari che si occupa della violenza in genere, in modo circolare e che si avvale di collaborazioni istituzionali. Nel 2011, con la collaborazione particolare della dott.ssa Tiziana Calzone, della dott.ssa Carmen Pellino e del dott. Massimo Lattanzi, è stato strutturato il protocollo scientifico integrato A.I.P.C. Scientific Violence Screening che prevede un assessment specifico della valutazione del rischio. Il protocollo A. S. V. S. forse unico sul panorama internazionale è applicato alla popolazione di persone che hanno vissuto (subito, agito e assistito) condotte violente, una rivoluzione “culturale” in termini di prevenzione e contrasto alla violenza, un nuovo punto di partenza. Il protocollo prevede colloqui clinici, una valutazione psicofisiologica, una psicodiagnostica specifica e un percorso integrante psicotraumatologia, mindfulness e terapia sensomotoria. I “delitti familiari”, subiti, agiti o assistiti, generano peculiari A.C.E. (Esperienze avverse nell’infanzia) e i cambiamenti neuro-bio-psico-relazionali attivatori di un’incontrollabile disregolazione emotiva e dei conseguenti acting in e acting out. Il protocollo permette di valutare e controllare la disregolazione emotiva e i conseguenti agiti.

Qui è possibile ascoltare i podcast di Formazione Continua Violenza sul canale Spotify dell’A.I.P.C.

https://open.spotify.com/show/3CWpZW8pFqFexLfg1CiOWQ?si=oNN7YmmLQMq0crAEVeYH-

Il Dott. Massimo Lattanzi psicologo psicoterapeuta e Phd, dopo una breve presentazione, ha sin da subito stimolato gli studenti interagendo con loro. Un primo punto fondamentale che si è andato a toccare è che la violenza non è di genere ma è in genere. La violenza può colpire tutti. La peculiarità propria dell’associazione è proprio quella di accogliere sia autori che vittime. Dal 2012, inoltre, i progetti dell’AIPC sono entrati anche nelle case circondariali di Rebibbia e di Velletri. È importante comprendere che la raccolta di dati scientifici è fondamentale.

Interagendo con i ragazzi si è potuto arrivare a toccare vari temi riguardanti i rapporti di coppia e interpersonali, come, ad esempio, la gelosia, l’unicità e l’esclusività. Proseguendo il discorso si è giunti all’importanza delle esperienze infantili avverse (A.C.E’s), che possono produrre una serie di cambiamenti a livelli neuro-bio-psico-relazionali. Questi cambiamenti attivano una disregolazione emotiva e portano alla creazione di trigger.

Inoltre, si è voluto sottolineare la differenza fra i tipi di attaccamento insicuro che si possono instaurare con il caregiver. Possono esserci due modalità: insicuro-evitante e insicuro-ambivalente. Il conduttore grazie a una serie di esempi pratici e facendo partecipare i ragazzi ha esplorato le dinamiche delle due tipologie di attaccamento insicuro e di come gli A.C.E.’s possano incidere sulla persona e sulle relazioni interpersonali che istaura.

Successivamente si è posta attenzione alla suddivisione del cervello. Difatti, è possibile dividerlo in tre parti:
– Il cervello rettiliano: si trova nella parte inferiore della testa e gestisce l’istinto di sopravvivenza;
– Il cervello limbico: situato centralmente, di cui sezioni fondamentali sono l’amigdala e l’ippocampo. La prima segnala pericoli e gestisce le memorie implicite, invece il secondo si occupa della memoria esplicita. Nel momento in cui si vive un trauma si attiva prima l’amigdala.
– La neuro-corteccia: collocata nella parte superiore della testa, media la gestione del pericolo e delle emozioni, utilizzando ragionamento logico.

Per chi ha subito un trauma importante basta una sensazione di pericolo per una riattivazione. La reattività del cervello, in una situazione traumatica, porta a una serie di dinamiche che sono state descritte, quali: l’attacco, la fuga o il freezing. Queste risposte sono date dall’attivazione del sistema nervoso autonomo simpatico e parasimpatico.

L’intervento ha mostrato come non solo i traumi nei primi anni di vita influiscano sul bambino, ma anche i traumi prenatali possano farlo sul nascituro. Lo stress, le emozioni, le sensazioni, spesso vengono trasmesse a livello intergenerazionale. Ad esempio, la giovane età della madre, in uno studio a livello longitudinale, ha mostrato come sembrerebbe sviluppare una vulnerabilità alle relazioni disfunzionali ed essa viene trasmessa anche ai nascituri. Questo avviene anche nei bambini nati prematuramente che non hanno potuto avere un primo contatto con la madre.

Il protocollo scientifico A.S.V.S. nell’anamnesi specifica raccoglie, i dati degli A.C.E.’S, traccia i profili di personalità e psicofisiologici, in particolare misura i parametri vitali per valutare l’iper o ipo arousal (attivazione e reattività del sistema nervoso, in risposta a stimoli interni o esterni). Se l’arousal superasse i parametri medi potrebbe generare comportamenti violenti contro gli altri e contro sé stessi.

Ascolto e trattamento “Relazioni disfunzionali e violente”
Il primo colloquio (in presenza o a distanza) individuale, di coppia o di gruppo/familiare è gratuito,
eventuali training (in presenza o a distanza) individuali, di coppia o di gruppo/familiari prevedono un
contributo spese così come l’applicazione del protocollo scientifico integrato A.S.V.S.
I canali per accedere ai servizi e alla loro prenotazione obbligatoria sono:
Numero di cellulare 3924401930 attivo dal lunedì alla domenica dalle ore 12:00 alle ore 16:00;
Messaggi WhatsApp 3920666515 attivo dal lunedì alla domenica dalle ore 12:00 alle ore 16:00;

L’indirizzo mail info@traumaeviolenza.it.
É possibile contribuire donando il 5×1000 C.F. 97238660589, fare delle donazioni liberali sia come singolo
che, come azienda, le donazioni sono detraibili dalle tasse.
Le vostre donazioni contribuiranno ad ampliare la profilassi, la valutazione del rischio, la riduzione della
recidiva, l’interruzione della trasmissione intergenerazionale, infine, a prevenire in modo integrato e
circolare la violenza!
Ai donatori saranno riservati dei servizi unici: molti dei quali gratuiti e altri con scontistiche dedicate.
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