Sintesi Webinar Delitti Familiari con l’IIS di Subiaco del 16 dicembre

Nell’ambito della Campagna di prevenzione sulla violenza è stato organizzato e tenuto il secondo webinar, con i ragazzi dell’Istituto Superiore Braschi-Quarenghi, giovedì 16 dicembre 2021 dalle ore 16:00 alle ore 17.30. I Delitti familiari. Una delle sfide più importanti per la ricerca scientifica è l’applicazione della stessa al contrasto di ogni forma di VIOLENZA. Il mese di novembre 2021, l’Associazione A.I.P.C. ha avviato la Campagna di prevenzione sulla violenza, denominata: “La CONOSCIENZA come prevenzione della VIOLENZA”.

L’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia presenta il nuovo format “DELITTI FAMILIARI”, il sabato alle 19:30 su RETE ORO – canale 18 del digitale terrestre e in streaming. Ricerche, studi, analisi di casi, testimonianze, sondaggi e molto altro. Da sabato 18 DICEMBRE 2021.
È possibile guardare la puntata sul link

https://www.youtube.com/watch?v=53AwZ9iFUmw&t=296s

Biografia dell’A.I.P.C. e del protocollo scientifico integrato ASVS.
L’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (A.I.P.C.) – APS, una no-profit fondata nel 2001, è formata da un’equipe multidisciplinare di professionisti volontari che si occupa della violenza in genere, in modo circolare e che si avvale di collaborazioni istituzionali. Nel 2011, con la collaborazione particolare della dott.ssa Tiziana Calzone, della dott.ssa Carmen Pellino e del dott. Massimo Lattanzi, è stato strutturato il protocollo scientifico integrato A.I.P.C. Scientific Violence Screening che prevede un assessment specifico della valutazione del rischio. Il protocollo A. S. V. S. forse unico sul panorama internazionale è applicato alla popolazione di persone che hanno vissuto (subito, agito e assistito) condotte violente, una rivoluzione “culturale” in termini di prevenzione e contrasto alla violenza, un nuovo punto di partenza. Il protocollo prevede colloqui clinici, una valutazione psicofisiologica, una psicodiagnostica specifica e un percorso integrante psicotraumatologia, mindfulness e terapia sensomotoria. I “delitti familiari”, subiti, agiti o assistiti, generano peculiari A.C.E. (Esperienze avverse nell’infanzia) e i cambiamenti neuro-bio-psico-relazionali attivatori di un’incontrollabile disregolazione emotiva e dei conseguenti acting in e acting out. Il protocollo permette di valutare e controllare la disregolazione emotiva e i conseguenti agiti.
Qui è possibile ascoltare i podcast di Formazione Continua Violenza sul canale Spotify dell’A.I.P.C.


https://open.spotify.com/show/3CWpZW8pFqFexLfg1CiOWQ?si=oNN7YmmLQMq0crAEVeYH-

Il Dott. Massimo Lattanzi psicologo, psicoterapeuta e Phd, coinvolgendo sin da subito i giovani, ha introdotto il tema dei delitti familiari. I ragazzi riportano maggiormente un legame tra i delitti familiari e la violenza da parte di genitori o da partner/ex-partner. Quando si parla di familiari non si intende il cerchio ristretto della famiglia. Il concetto legato ai delitti familiari è più ampio: la violenza è una realtà radicata e coinvolge tutti i contesti relazionali. Successivamente è stata proposta una slide per comprendere maggiormente la definizione dei delitti familiari. Quest’ultima è stata coniata nel 2003 ma definita infine nel 2013, e riporta: “Il delitto familiare è un delitto verso la persona che si basa su motivazioni profonde e difficili da individuare e su un rapporto di familiarità. La vittima può costituire oggetto di odio, invidia, frustrazione e proiezione oppure può essere una persona verso cui si prova un profondo senso di colpa, questi vissuti possono motivare l’autore alla sua messa in atto” (A.I.P.C., 2013). Gli studenti hanno dato una loro opinione in merito a questa definizione. Alcuni affermano che nei delitti familiari la visione della vittima è negativa, altri hanno intuito che non fossero legati strettamente alla famiglia. Si è proposta ai ragazzi una tabella riportante dati ricavati dalle testate giornalistiche, in cui si analizzavano i gradi di parentela o di relazione in riferimento alle vittime del mese di novembre. I dati sono stati visionati e analizzati insieme ai ragazzi, in relazione anche alla diffusione o meno da parte dei mass media. I dati proposti hanno mostrato oltre ad un numero elevato (10 casi su 26) di vittime fra partner ed ex-partner, anche vari delitti in cui la vittima era una madre/matrigna o un padre/patrigno (8 casi su 26). Questo ha lasciato stupiti i giovani che non si capacitavano di come fosse possibile. Attraverso vari interventi, ci si è potuti domandare quale potesse essere un possibile movente che spinga un individuo a compire tale atto. Nel caso specifico, quando un figlio/figlia uccide il genitore. I ragazzi, affermando che non si possa giustificare tale azione, riportano come possibili cause la violenza da parte del genitore. Un intervento ha riportato un caso di cronaca legato anche alla religione, questo fa notare come venga spontaneo focalizzarsi su atti lontani dalla propria famiglia. Continuando nell’analisi delle casistiche, si pone lo stesso quesito sul singolo caso in cui il fratello ha ucciso la sorella. Cosa è accaduto? I ragazzi propongono come possibili cause: odio, torti recenti o passati. Si affrontano le tematiche relative all’avere un fratello o una sorella. Dalla visione dei primogeniti, secondogeniti e terzogeniti, sino a chi è figlio unico. I ragazzi raccontano le loro storie e vissuti in relazione a tali argomenti. Anche le differenze legate a legami di fratellanza fra lo stesso e un diverso sesso e della visione dei genitori riguardante i figli in base al loro sesso. Ci si è posti la domanda sull’esistenza o meno del figlio prediletto. In conclusione, si è chiesto un feedback finale ai ragazzi, riguardante le tematiche appena affrontate e le vittime di novembre. I ragazzi hanno mostrato il loro apprezzamento, nonostante la modalità telematica, riportando il loro pensiero e il loro stato d’animo. Hanno affermato anche di aver acquisito maggiore consapevolezza riguardanti tali temi. Infine, si è affrontato un caso seguito precedentemente in una casa circondariale dal Dott. Massimo Lattanzi e dalla Dott.ssa Tiziana Calzone. La vicenda riguarda un figlio che ha ucciso sua madre. Le dinamiche comportamentali da parte della madre prevedevano manipolazione e violenza psicologica. L’uomo è stato maltrattato sia in situazioni intime che in situazioni pubbliche. Ovviamente nulla è giustificabile ma analizzare anche il comportamento disfunzionale della madre, permette di porsi delle domande sul comportamento del figlio. I ragazzi si sono messi in discussione, facendosi domande e rivedendo le proprie certezze. Per una comprensione migliore si propone di seguito il link del cortometraggio del caso sopra citato. La visione di tale filmato permette di capire quanto l’adulto, uccidendo il genitore, faccia pace con il bambino che ha sofferto. Nel video difatti sarà presente sia lui da bambino che da adulto.

Di seguito è presente il link del caso:
https://www.youtube.com/watch?v=F8Hmlq_K1c8

Si propone anche, per chi volesse, il link di riferimento del convegno tenuto dall’A.I.P.C. nel carcere di
Velletri:
https://www.youtube.com/watch?v=lwce3w_bRHo

Inoltre, per un maggiore approfondimento si riporta il link del canale YouTube dell’A.I.P.C. – Osservatorio
Nazionale Stalking:
https://www.youtube.com/channel/UCLhQKABD4YggkqilwoTznhw

Ascolto e trattamento “Relazioni disfunzionali e violente”
Il primo colloquio (in presenza o a distanza) individuale, di coppia o di gruppo/familiare è gratuito, eventuali training (in presenza o a distanza) individuali, di coppia o di gruppo/familiari prevedono un contributo spese così come l’applicazione del protocollo scientifico integrato A.S.V.S.
I canali per accedere ai servizi e alla loro prenotazione obbligatoria sono:
Numero di cellulare 3924401930 attivo dal lunedì alla domenica dalle ore 12:00 alle ore 16:00;
Messaggi WhatsApp 3920666515 attivo dal lunedì alla domenica dalle ore 12:00 alle ore 16:00;
L’indirizzo mail info@traumaeviolenza.it
É possibile contribuire donando il 5×1000 C.F. 97238660589, fare delle donazioni liberali sia come singolo
che, come azienda, le donazioni sono detraibili dalle tasse.
Le vostre donazioni contribuiranno ad ampliare la profilassi, la valutazione del rischio, la riduzione della
recidiva, l’interruzione della trasmissione intergenerazionale, infine, a prevenire in modo integrato e
circolare la violenza!
Ai donatori saranno riservati dei servizi unici: molti dei quali gratuiti e altri con scontistiche dedicate.
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