Sintesi A.I.P.C. ricerca “Come posso smettere di pensare troppo a tutto? Uno psicologo clinico offre soluzioni”

In un recente articolo pubblicato su The Conversation, la dottoressa Kristy Ross offre delle soluzioni alla ruminazione.

Questa consiste in una forma circolare di pensiero persistente rivolta al passato, focalizzata passivamente e ripetutamente sui sintomi della propria sofferenza (AA.VV., AIPC Editore 2023).

Sebbene la ruminazione e il rimuginio siano spesso considerati la stessa cosa, sono leggermente diversi (anche se collegati). La ruminazione è avere pensieri che si ripetono nella nostra mente: ciò può portare a pensare troppo, analizzando quei pensieri senza trovare soluzioni o risolvere il problema.

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Lo sportello di ascolto ed orientamento dell’A.I.P.C. sulla violenza è dedicato a tutte le persone senza distinzione di genere e di ruolo ricoperto (vittime, autori e familiari) e propone a richiesta e con il versamento di un contributo spese, una valutazione psicodiagnostica e psicofisiologica e training individuali, di coppia, di gruppo e familiari. Per chi si occupa o intende occuparsi di violenza con strumenti scientifici l’A.I.P.C. propone, con il versamento di un contributo spese, in presenza o a distanza, una formazione specialistica e una supervisione sia individuale che di gruppo.

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Siamo alla ricerca di minacce

Il nostro cervello è programmato per cercare minacce, per elaborare un piano per affrontarle e mantenerci al sicuro. Le minacce percepite potrebbero essere basate su esperienze passate o potrebbero essere i “e se” che immaginiamo potrebbero accadere in futuro.

I nostri “e se” sono solitamente risultati negativi. Sono quelli che chiamiamo “pensieri caldi”: suscitano molte emozioni (in particolare tristezza, preoccupazione o rabbia), il che significa che possiamo facilmente rimanere bloccati su questi pensieri e continuare ad affrontarli.

Tuttavia, poiché riguardano cose che sono già accadute o che potrebbero accadere in futuro (ma non stanno accadendo ora), non possiamo risolvere il problema, quindi continuiamo a riconsiderare gli stessi pensieri. Anche nelle condotte violente la ruminazione ha un ruolo: costituirebbe un fattore di mantenimento di stati emotivi negativi che potrebbero condurre a abbuffate, abuso di sostanze e comportamenti autolesionistici, illusori sforzi per interrompere il processo ruminativo e abbassare lo stato di coscienza (AA.VV., AIPC Editore 2023).

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Chi pensa troppo?

Alcune persone hanno maggiori probabilità di rimuginare: ad esempio chi ha avuto sfide precedenti o subito traumi potrebbe aspettarsi minacce e cercarle di più rispetto alle persone che non hanno avuto avversità. In genere la ruminazione si attiva quando vi è una discrepanza tra lo stato attuale e quello desiderato o quando si percepisce un fallimento nel progredire verso un obiettivo. (AA.VV., AIPC Editore 2023).

Anche i pensatori profondi, le persone inclini all’ansia o al cattivo umore e coloro che sono sensibili o provano emozioni profonde hanno maggiori probabilità di rimuginare e pensare troppo.

Inoltre, quando siamo stressati, le nostre emozioni tendono ad essere più forti e durano più a lungo, e i nostri pensieri possono essere meno accurati, il che significa che possiamo rimanere bloccati sui pensieri che possono risultare più difficili da affrontare e gestire. La ruminazione può, inoltre, essere un fattore di vulnerabilità nello sviluppo di alcuni disturbi mentali e un fattore di mantenimento. (AA.VV., AIPC Editore 2023)

Riconosci i tuoi sentimenti

Secondo la dottoressa Ross, quando i pensieri si ripetono, è utile utilizzare sia strategie focalizzate sulle emozioni che focalizzate sui problemi. Essere focalizzati sulle emozioni significa capire come ci sentiamo riguardo a qualcosa e affrontare quei sentimenti. Focalizzarsi sul problema invece riguarda la messa a punto di un piano per affrontare le possibilità future che i pensieri stanno vagliando. Pianificare tutte le eventualità è difficile, è più utile fare un piano per una o due delle possibilità più probabili e accettare che potrebbero accadere cose a cui non si era pensato.

E-book AIPC Rubrica Delitti Familiari mese di marzo 2024. È possibile sfogliare gratuitamente l’ebook cliccando sul link: https://www.centroitalianonarcisismo.it/2024/04/08/ebook-aipc-rubrica-delitti-familiari-settimana-dal-podcast-aipc-rubrica-delitti-familiari-mese-di-marzo-2024/

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Lascia andare i pensieri

I nostri sentimenti e le nostre esperienze sono informazioni: è importante chiedersi cosa dicano e perché appaiano ora. Un modo utile per gestire la ruminazione o il pensiero eccessivo è “cambiare, accettare e lasciare andare”. Sfidare e cambiare aspetti dei pensieri dove possibile, infatti i pensieri sono solo idee: non sono necessariamente veri o accurati, ma quando li pensiamo troppo e li ripetiamo, possono iniziare a sembrare veri perché diventano familiari. Fornire un pensiero più realistico può aiutare a fermare il circolo vizioso del pensiero inutile. Si può apprendere ad autoregolarsi in maniera più efficiente attraverso diverse tecniche. L’AIPC propone l’integrazione del protocollo A.S.V.S. al percorso istituzionale clinico, che può facilitare l’autoregolazione affettiva e il contenimento della ruminazione ossessiva, potenziale “movente” della commissione di gravi agiti violenti auto ed etero diretti. (AA.VV., AIPC Editore 2023)

È utile anche accettare le emozioni e trovare modi per gestirle (buona cura di sé, supporto sociale, comunicazione con chi è vicino). Così come accettare che la vita implichi inevitabilmente una mancanza di controllo completo sui risultati e sulle possibilità che può offrirci. Ciò su cui abbiamo il controllo sono le nostre reazioni e comportamenti. L’ultima parte è lasciare andare la necessità di sapere esattamente come andranno le cose e credere nella propria capacità (e talvolta in quella degli altri) di farcela.

E-book AIPC Rubrica Delitti Familiari settimana dal 30 marzo al 05 aprile. È possibile sfogliare gratuitamente l’ebook cliccando sul link: https://www.delittifamiliari.it/2024/04/08/ebook-aipc-rubrica-delitti-familiari-settimana-dal-podcast-aipc-rubrica-delitti-familiari-settimana-dal-30-marzo-al-05-aprile/

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Cos’altro puoi fare?

Un cervello stressato e stanco avrà maggiori probabilità di pensare troppo, portando a più stress e creando un ciclo che può influenzare il proprio benessere. Quindi è importante gestire i livelli di stress mangiando e dormendo bene, muovendo il corpo, facendo le cose che ci piacciono, vedendo le persone a cui teniamo e facendo cose che alimentano l’anima e lo spirito.

Se si ritiene che pensare troppo influenzi la propria vita e che aumenti i livelli di ansia o che peggiori l’umore, potrebbe essere il momento di parlare con qualcuno e ottenere un po’ di strategie da gestire, un terapista potrebbe fornire strumenti utili. Quando ci si ritrovi a pensare troppo, sarebbe bene riflettere al motivo per cui si hanno “pensieri caldi”, riconoscere i sentimenti e risolvere i problemi incentrati sul futuro. Ma è necessario anche accettare anche che la vita possa essere imprevedibile e concentrarsi sulla fiducia nella propria capacità di farcela.

Bibliografia

Kirsty Ross, (2024). “How can I stop overthinking everything? A clinical psychologist offers solutions”, Psypost.

AA.VV., Sintesi Webinar AIPC “La scienza della violenza: dall’anamnesi al trattamento”, 2023 https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2023/11/27/sintesi-webinar-aipc-la-scienza-della-violenza-dallanamnesi-al-trattamento-23-novembre-2023/

AA.VV, Conferenza AIPC “La scienza della violenza” IIS Braschi Querenghi di Subiaco, 2023 https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2023/11/27/conferenza-aipc-la-scienza-della-violenza-24-novembre-2023-iis-braschi-quarenghi-di-subiaco/

AA.VV, Lo stato dell’arte delle carceri italiane e dei protocolli di “risocializzazione”, 2023 https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2023/11/06/lo-stato-dellarte-delle-carceri-italiane-e-dei-protocolli-di-risocializzazione/

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Ebook AIPC “Rubrica Delitti Familiari settimana dal 30 marzo al 05 aprile”

La rubrica Weekly riporterà i casi della settimana e permetterà un monitoraggio ancora più costante, inoltre, sarà possibile correlare settimanalmente i casi di tutte le settimane dell’anno. La rubrica Delitti Familiari Weekly si aggiunge a quella mensile, trimestrale, semestrale e annuale. Info 3924401930.

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15° anniversario del Centro Presunti Autori di violenza e stalking. Il Centro fondato nel 2007 è il primo centro in Italia di valutazione, diagnosi e trattamento dedicato alle persone che agiscono condotte persecutorie e violente anche ristrette in carcere. Il Centro è rivolto sia agli adolescenti che agli adulti di sesso maschile e femminile.

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Sintesi AIPC ricerca “Come posso smettere di pensare troppo a tutto Uno psicologo clinico offre soluzioni”. È possibile leggerla cliccando sul link:

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Ebook AIPC “Rubrica Delitti Familiari mese di marzo 2024

Le vittime del mese di marzo  sono state 27, 9 vittime sono di genere femminile e 18 di genere maschile. La rubrica Delitti Familiari Weekly si aggiunge a quella mensile, trimestrale, semestrale e annuale. Info 3924401930.

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Sintesi A.I.P.C. ricerca: “Marcatori neurochimici eccitatori e inibitori dell’ansia nelle giovani donne”.

Ognuno individuo, se posto di fronte a situazioni di stress o di emergenza è in grado di produrre una risposta volta al ripristino dell’omeostasi e del nostro equilibrio psico-fisiologico. Il cervello umano è dotato di tre sottosistemi equamente coinvolti in queste risposte.

Il primo è il sistema del midollo allungato e dell’ipotalamo, responsabili principalmente della regolazione dell’omeostasi. Il secondo è il sistema limbico, responsabile della conservazione dell’equilibrio tra il mondo interno e la realtà esterna. L’ultimo sistema è quello della neocorteccia, responsabile dell’analisi e dell’interazione con il mondo esterno e dotato di una struttura principalmente determinata dagli stimoli ambientali (AA.VV., 2024).

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All’interno di questi sistemi, nell’ambito della relazione tra inibizione ed attivazione dello stesso, le funzioni principali di regolazione sono svolte da due neurotrasmettitori specifici: il GABA ed il glutammato. Essi sono strettamente legati alle aree limbiche ed alle aree frontali, ciò li rende due dei fattori principali delle risposte di ansia e stress del nostro organismo. Generalmente si ritiene che alti livelli di GABA corrispondono ad una bassa ansia e viceversa; recenti evidenze scientifiche suggeriscono però che alti livelli del neurotrasmettitore siano correlati ad alti livelli di ansia. Ciò avviene poiché la funzione inibitoria dello stesso tende ad inibire anche le funzioni cognitive superiori dell’individuo, inficiando in questo modo la sua gestione dell’ansia e dello stress.

Uno studio (Johnstone & Kadosh, 2024) condotto attraverso la compilazione di questionari sull’ansia e la tecnica dell’MRI si evince che, tra le diverse aree cerebrali, quella maggiormente correlata all’ansia sia la corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC). Inoltre, dall’analisi del rapporto tra glutammato e GABA, si evince che il glutammato è negativamente correlato con l’ansia. Al contrario, il rapporto della stessa con il GABA sembrerebbe essere più complesso. Bassi livelli di GABA sono correlati ad un’incapacità di inibire il nostro sistema e di conseguenza ad elevati valori di ansia esperita, mentre elevati livelli di GABA tendono ad inibire le funzioni cognitive superiori della corteccia prefrontale, impedendo così al nostro sistema di gestire al meglio le nostre reazioni di fronte all’ansia.

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Nonostante il ruolo fondamentale dei neurotrasmettitori fisiologici, non va trascurato il ruolo dell’ambiente esterno nella promozione della regolazione emotiva.

Il modo in cui l’ambiente plasma il nostro organismo comprende anche la sfera psicologica. Infatti, come riportato dai professionisti volontari dell’associazione AIPC, le esperienze vissute, le relazioni che sviluppiamo e la sintonizzazione con i nostri caregiver nelle fasi di vita pre e post-natale possono influenzare il nostro genoma, modellando l’attività dei geni attraverso le cosiddette “modificazioni epigenetiche” (AA.VV., 2023).

E-book AIPC Rubrica Delitti Familiari settimana dal 23 al 29 marzo 2024. È possibile sfogliare gratuitamente l’ebook cliccando sul link:

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Il genoma quindi, oltre ad essere formato da geni trasmessi ereditariamente, è influenzato continuamente dall’ambiente e la lettura del DNA può essere modificata da esperienze avverse vissute sin dalla fase prenatale come: abbandoni, affidi, adozioni, abusi, perdite, patologie, maltrattamenti e separazioni.

I traumi possono influenzare tutti e tre i sistemi sopracitati che a loro volta controllano il funzionamento biologico dell’individuo, dalle funzioni vegetative fino alla regolazione emotiva. Gli individui traumatizzati, in genere, mostrano diversi problemi nello svolgere queste funzioni, nel verbalizzare le emozioni e nel discernere tra le stesse (AA.VV., 2021).

Bibliografia

AA.VV., (2021) “Il trauma nel corpo. Parte uno: la funzione delle emozioni”. AIPC Editore

AA.VV., (2024) “Le lesioni cerebrali traumatiche innescano la riorganizzazione della rete neurale”. AIPC Editore

AA.VV., (2023) “Quanto ci influenza l’ambiente che ci circonda? (seconda parte)”. AIPC Editore

Johnstone, N., & Kadosh, K. C. (2024). Excitatory and Inhibitory neurochemical markers of anxiety in young females. Developmental Cognitive Neuroscience, 101363.

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“Una manipolazione sperimentale dell’incertezza sociale per esplorare la relazione tra narcisismo vulnerabile e aggressività proattiva”

Hyunah Kim, Christopher T. Barry, Ashley N. Fowler, Brianna M. Halter, Samantha L. Radcliffe

Lo studio condotto dalla Washington State University ha esaminato la relazione tra narcisismo vulnerabile e aggressività in contesti socialmente incerti. Contrariamente alle concezioni precedenti, l’incertezza sociale non sembra aumentare direttamente l’aggressività, anche se può aggravare il disagio emotivo. Il narcisismo, che varia da caratteristiche egocentriche a disturbi più gravi, è stato spesso associato all’aggressività. Tuttavia, mentre i modelli tradizionali suggerivano che i narcisisti diventassero aggressivi quando la loro immagine veniva minacciata, questo studio ha esplorato l’aggressività proattiva, non scatenata da provocazioni esterne, e il suo legame con il narcisismo vulnerabile.

Il narcisismo è un costrutto della personalità che varia da una tendenza egocentrica a livelli patologici di egocentrismo, come nel Disturbo Narcisistico di Personalità. È stato collegato all’aggressività attraverso il modello dell’egoismo minacciato, suggerendo che i narcisisti mostrano un’aggressività reattiva quando la loro superiorità viene messa in discussione. Tuttavia, studi recenti hanno indicato che il narcisismo può essere associato anche all’aggressività proattiva, senza provocazione esterna. Il narcisismo si manifesta come grandiosità o vulnerabilità; quest’ultima è caratterizzata da una bassa autostima mascherata da un senso di superiorità, rendendo gli individui più reattivi alle minacce percepite.

Il disturbo narcisistico di personalità è un costrutto multidimensionale molto difficile da trattare. In letteratura si distingue tra Narcisismo overt, caratterizzato da un manifesto senso di superiorità e onnipotenza e Narcisismo covert, caratterizzato da una bassa autostima, sentimenti di inferiorità e una tendenza alla ruminazione (AA.VV., AIPC Editore 2023).

Gli studiosi hanno voluto investigare il ruolo dell’incertezza sociale nell’aggressività dei narcisisti, focalizzandosi sull’aggressività proattiva. Manipolando sperimentalmente l’incertezza sociale, hanno studiato 186 partecipanti attraverso conversazioni strutturate, seguite da attività di risoluzione di enigmi di varia difficoltà. La manipolazione sperimentale dell’incertezza sociale ha funzionato in modo tale che i partecipanti nella condizione incerta sperimentavano disagio e incertezza maggiori rispetto a quelli nella condizione certa. Tuttavia, questa angoscia non si è tradotta in aggressività. Questo suggerisce che, sebbene l’incertezza possa peggiorare il disagio emotivo nei narcisisti vulnerabili, non necessariamente li spinge verso comportamenti aggressivi.

Lo studio ha usato Zoom a causa della pandemia di COVID-19 e ha coinvolto principalmente partecipanti di sesso femminile, il che potrebbe aver influenzato i risultati. Inoltre, il metodo utilizzato per misurare l’aggressività potrebbe non aver catturato completamente la differenza tra aggressività proattiva e reattiva. Sono state suggerite ricerche future con progetti sperimentali più ampi e rappresentazioni di genere equilibrate per affrontare queste possibili limitazioni.

E-book AIPC Rubrica Delitti Familiari settimana dal 16 al 22 marzo 2024. È possibile sfogliare gratuitamente l’ebook cliccando sul link: https://www.delittifamiliari.it/2024/03/25/ebook-aipc-rubrica-delitti-familiari-settimana-dal-podcast-aipc-rubrica-delitti-familiari-settimana-dal-16-al-22-marzo-2024/

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BIBLIOGRAFIA

Hyunah Kim, Christopher T. Barry, Ashley N. Fowler, Brianna M. Halter, Samantha L. Radcliffe (2023) “An experimental manipulation of social uncertainty to explore the relation between vulnerable narcissism and proactive aggression” Personality and Individual Differences Supports, volume 208, 112204.

Stacey Coleen Lubag (2024) “What is the relationship between social uncertainty, narcissism, and aggression? Hereʼs what the research suggests”, Narcissism.

AA.VV., (2023) “Sintesi seminario: “Il NARCISISMO: un profilo con forti implicazioni cliniche e forensi. Origine, diagnosi e trattamento”. AIPC Editore.

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15° anniversario del Centro Presunti Autori di violenza e stalking. Il Centro fondato nel 2007 è il primo centro in Italia di valutazione, diagnosi e trattamento dedicato alle persone che agiscono condotte persecutorie e violente anche ristrette in carcere. Il Centro è rivolto sia agli adolescenti che agli adulti di sesso maschile e femminile.

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Sintesi AIPC ricerca “Una manipolazione sperimentale dell’incertezza sociale per esplorare la relazione tra narcisismo vulnerabile e aggressività proattiva”. È possibile leggerla cliccando sul link: https://www.centroitalianonarcisismo.it/2024/03/25/una-manipolazione-sperimentale-dellincertezza-sociale-per-esplorare-la-relazione-tra-narcisismo-vulnerabile-e-aggressivita-proattiva/

E-book AIPC Rubrica Delitti Familiari settimana dal 16 al 22 marzo 2024. È possibile sfogliare gratuitamente l’ebook cliccando sul link:

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Podcast AIPC Rubrica Delitti Familiari settimana dal16 al 22 marzo 2024.  È possibile ascoltare gratuitamente il podcast cliccando sul link: https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2024/03/25/podcast-aipc-rubrica-delitti-settimana-dal-16-al-22-marzo-2024/

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Sintesi AIPC quinto incontro del III° Ciclo di aggiornamento professionale sulla Violenza in collaborazione con la Questura di Roma

Il 14 marzo 2024, alcuni professionisti volontari dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia hanno tenuto, dalle ore 09:00 alle ore 13:00 presso la sala Conferenze dell’A.I.P.C., il quinto incontro del III° Ciclo di aggiornamento professionale sulla Violenza in collaborazione con la Questura di Roma. 

All’incontro hanno partecipato dieci operatori esperti di violenza in genere e del cd “Codice Rosso”, l’incontro è iniziato con la condivisione di alcune esperienze vissute nell’ultime mese.

Il Dottor Massimo Lattanzi, Psicologo Psicoterapeuta e Presidente dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia, ha successivamente introdotto, in occasione della settimana del cervello, l’algoritmo dedicato alla violenza, risultato della raccolta di numerosi profili psicodiagnostici e psicofisiologici e della correlazione di valori.

Lo sportello di ascolto ed orientamento dell’A.I.P.C. sulla violenza è dedicato a tutte le persone senza distinzione di genere e di ruolo ricoperto (vittime, autori e familiari) e propone a richiesta e con il versamento di un contributo spese, una valutazione psicodiagnostica e psicofisiologica e training individuali, di coppia, di gruppo e familiari. Per chi si occupa o intende occuparsi di violenza con strumenti scientifici l’A.I.P.C. propone, con il versamento di un contributo spese, in presenza o a distanza, una formazione specialistica e una supervisione sia individuale che di gruppo.

Il numero unico A.I.P.C. è il 3924401930 attivo tutti i giorni comprese le festività natalizie dalle ore 12:00 alle ore 16:00 e la e-mail è aipcitalia@gmail.com.

Per agevolare la comprensione e l’elaborazione di temi “difficili” sono stati utilizzati dei supporti multimediali, dapprima è stato fatto ascoltare un audio estratto dalla serie televisiva “Un amore”, i contenuti ascoltati hanno attivato i partecipanti sul tema della disfunzionalità relazionale.

Successivamente, il dott. Lattanzi oltre ad introdurre le possibili dinamiche dei trigger (grilletti) relazionali ha fatto visionare un’animazione realizzata dai volontari dell’A.I.P.C. che descrive la probabile linea della trasmissione intergenerazionale delle relazioni disfunzionali.

Questa trasmissione avrebbe origine dalle relazioni primarie traumatiche che provocherebbero la formazione di relazioni secondarie disfunzionali che genererebbero altre relazioni primarie traumatiche, è possibile interrompere tale trasmissione solo seguendo un percorso che preveda una valutazione psicotraumatologica, psicodiagnostica e psicofisiologica.

Qui è possibile ascoltare i podcast di Formazione Continua Violenza sul canale Spotify dell’A.I.P.C.

https://open.spotify.com/show/3CWpZW8pFqFexLfg1CiOWQ?si=oNN7YmmLQMq0crAEVeYH-w

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La Dott.ssa Marta Potenza ha successivamente illustrato l’adesione, sul territorio italiano, dei CAV (centri antiviolenza) e CUAV (centri per uomini autori di violenza), al webinar gratuito “L’algoritmo della violenza” organizzato dall’AIPC.

La Dott.ssa Federica Maltagliati ha riportato ai partecipanti un resoconto delle vittime dei delitti familiari dell’anno 2023 suddivisi per genere e gradi di familiarità.

Nel momento di concludere l’incontro i partecipanti hanno sottolineato come la condivisione all’interno del gruppo sia un catalizzatore per la loro crescita personale e professionale.

Sintesi AIPC quinto gruppo del progetto sperimentale “Benessere nelle relazioni tra familiari” dedicato a dieci detenuti. È possibile sfogliare gratuitamente l’ebook cliccando sul link: https://www.delittifamiliari.it/2024/03/18/sintesi-aipc-quinto-gruppo-del-progetto-sperimentale-benessere-nelle-relazioni-tra-familiari-dedicato-a-dieci-detenuti/

Sintesi webinar AIPC L’algoritmo della violenza. È possibile sfogliare gratuitamente l’ebook cliccando sul link: https://www.epigeneticamente.it/2024/03/18/sintesi-webinar-aipc-lalgoritmo-della-violenza/

E-book AIPC Rubrica Delitti Familiari settimana dal 9 al 15 marzo 2024. È possibile sfogliare gratuitamente l’ebook cliccando sul link: https://www.centroitalianonarcisismo.it/2024/03/18/ebook-aipc-rubrica-delitti-familiari-settimana-dal-podcast-aipc-rubrica-delitti-familiari-settimana-dal-09-al-15-marzo-2024/

Podcast AIPC Rubrica Delitti Familiari settimana dal 9 al 15 marzo 2024.  È possibile ascoltare gratuitamente il podcast cliccando sul link: https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2024/03/18/podcast-aipc-rubrica-delitti-settimana-dal-09-al-15-marzo-2024/

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Sintesi webinar AIPC L’algoritmo della violenza

Il 14 marzo dalle ore 17:30 alle ore 19:00 l’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia ha organizzato, nell’ambito della Settimana del Cervello 2024, il webinar sulla piattaforma GoToMeeting dal titolo “L’Algoritmo della Violenza”.

La moderatrice, la giornalista Priscilla Rucco ha introdotto i temi del webinar e presentato brevemente l’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia ed ha lasciato la parola al dottor Massimo Lattanzi, psicologo psicoterapeuta e Presidente dell’A.I.P.C.

Il dottor lattanzi ha aperto il suo intervento ringraziando la dott.ssa Tiziana Calzone, la dott.ssa Carmen Pellino, l’avv. Elia Cursaro, il motore dell’associazione. La giornalista Priscilla Rucco e i dottori in Psicologia Aurora Romano, Federica Maltagliati, Francesca De Carlo, Laura Nieddu, Lorenzo Gallo e Marta Potenza. Poi ha ringraziato tutti i partecipanti, oltre cento persone molto interessate al tema della violenza, quali avvocati, operatori delle forze dell’ordine, psicologi, psicoterapeuti, medici, studenti universitari e venticinque tra coordinatrici ed operatrici di alcuni Centri anti Violenza in rappresentanza dei circa quattrocento centri presenti in Italia.

Lo sportello di ascolto ed orientamento dell’A.I.P.C. sulla violenza è dedicato a tutte le persone senza distinzione di genere e di ruolo ricoperto (vittime, autori e familiari) e propone a richiesta e con il versamento di un contributo spese, una valutazione psicodiagnostica e psicofisiologica e training individuali, di coppia, di gruppo e familiari. Per chi si occupa o intende occuparsi di violenza con strumenti scientifici l’A.I.P.C. propone, con il versamento di un contributo spese, in presenza o a distanza, una formazione specialistica e una supervisione sia individuale che di gruppo.

Il numero unico A.I.P.C. è il 3924401930 attivo tutti i giorni comprese le festività natalizie dalle ore 12:00 alle ore 16:00 e la e-mail è aipcitalia@gmail.com.

Il dottor Lattanzi ha ricordato che la settimana prossima saranno inviati gli attestati a coloro che sono stati presenti per almeno l’80% della durata del webinar ed il link della sintesi.

Dopo aver presentato più nel dettaglio l’Associazione A.I.P.C., un ETS fondato nel 2001 formato da un’equipe multidisciplinare di professionisti volontari che si occupano della violenza in genere ha precisato che il webinar è stato il terzo evento della giornata, dopo il corso di aggiornamento sulla violenza dedicato ad un gruppo di operatori esperti del “Codice Rosso” della Questura di Roma e dopo il gruppo di risocializzazione dedicato a dieci persone ristrette in una Casa Circondariale che partecipano al progetto “Il benessere nelle relazioni tra familiari”.

Il dottor Lattanzi ha subito chiarito che la volontà dell’AIPC è quella di voler condividere l’esperienza sul campo, maturata in oltre 20 anni, e di trasmettere i dati raccolti con il protocollo scientifico integrato A.S.V.S, con il solo scopo di creare una rete che applichi protocolli standardizzati.

Qui è possibile ascoltare i podcast di Formazione Continua Violenza sul canale Spotify dell’A.I.P.C.

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Il dottor Lattanzi ha sottolineato che per ogni persona è importante poter vivere nelle relazioni primarie un attaccamento sicuro per poter apprendere l’abilità di essere “funzionali” nelle relazioni interpersonali. Infatti, l’incapacità di tollerare gli umori altrui e la paura della perdita rimandano ad attaccamenti irrisolti, che possono produrre vissuti di inadeguatezza. Se il disagio relazionale supera il livello medio, possono subentrare incontrollabilità, impotenza e vulnerabilità, ecco perché è molto importante diventare responsabili dei propri trigger, ovvero dei grilletti che possono scatenare emozioni e convinzioni associate alla “ferita originaria”.

Il dott. Massimo Lattanzi oltre ad introdurre le possibili dinamiche dei trigger (grilletti) relazionali ha presentato un’animazione realizzata dai volontari dell’A.I.P.C. che descrive la probabile linea della trasmissione intergenerazionale delle relazioni disfunzionali.

Questa trasmissione avrebbe origine dalle relazioni primarie traumatiche che provocherebbero la formazione di relazioni secondarie disfunzionali che genererebbero altre relazioni primarie traumatiche, è possibile interrompere tale trasmissione solo seguendo un percorso che preveda una valutazione psicotraumatologica, psicodiagnostica e psicofisiologica.

Il secondo intervento è stato quello del dottor Lorenzo Gallo, tirocinante in Scienza Psicologiche presso l’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia.

Il dottor Gallo dopo aver esposto la differenza tra sistema parasimpatico (che si attiva quando si verifica una reazione attacco/fuga) e parasimpatico (che invece si occupa del ripristino dell’omeostasi), ha elencato i cinque parametri misurati: frequenza cardiaca, respirazione, temperatura, tensione muscolare e conduttanza cutanea. Ha poi presentato le fasi principali. Il dottor Gallo ha poi presentato 2 casi. Il primo caso è quello di un uomo di 60/70 anni, che ha commesso un grave reato contro la persona e che in genere manifesta un’attivazione del SNA di fronte a stressor emotivi. Quest’uomo ha subito un lutto precoce ed è caratterizzato da una personalità di tipo negativista-narcisistico, con forti tratti sadici. Il secondo caso, invece, è quello di un uomo di 40/50 anni, anche quest’ultimo ha commesso un grave reato contro la persona e manifesta un’elevata attivazione del SNA. La persona ha subito un lutto intra-familiare precoce ed è caratterizzato da un’organizzazione di personalità borderline.

Sintesi AIPC quinto gruppo del progetto sperimentale “Benessere nelle relazioni tra familiari” dedicato a dieci detenuti. È possibile sfogliare gratuitamente l’ebook cliccando sul link: https://www.delittifamiliari.it/2024/03/18/sintesi-aipc-quinto-gruppo-del-progetto-sperimentale-benessere-nelle-relazioni-tra-familiari-dedicato-a-dieci-detenuti/

Sintesi AIPC quinto incontro del III° Ciclo di aggiornamento professionale sulla Violenza in collaborazione con la Questura di Roma. È possibile sfogliare gratuitamente l’ebook cliccando sul link: https://www.centroitalianonarcisismo.it/2024/03/18/sintesi-aipc-quinto-incontro-del-iii-ciclo-di-aggiornamento-professionale-sulla-violenza-in-collaborazione-con-la-questura-di-roma/

Nella seconda parte del webinar il Dott. Lattanzi introduce il concetto di algoritmo, un procedimento che permette di correlare i dati raccolti dalla valutazione psicodiagnostica specifica e i parametri vitali registrati dalla valutazione psicofisiologica eseguita con il biofeedback. La correlazione dei dati può contribuire in maniera scientifica e standardizzata a tracciare il profilo e il grado di rischio nelle relazioni interpersonali. Per tracciare un profilo di rischio basso/medio/alto/molto alto (parametri valutati dall’algoritmo programmato dall’A.I.P.C.), è necessaria una valutazione psicotraumatologica, psicodiagnostica e psicofisiologica.

Un altro tema essenziale per la prevenzione e il contrasto dei reati gravi contro la persona è quello dei “delitti familiari”, un delitto familiare è definito dai professionisti volontari dell’Osservatorio Nazionale sui delitti familiari come un omicidio, un tentato omicidio, un suicidio o un tentato che spesso segue un omicidio o un tentato. Il dato indicativo è quello del grado di familiarità che intercorre tra la vittima e l’autore di un delitto familiare. Dal 2013 i professionisti volontari dell’Osservatorio Nazionale sui delitti familiari raccolgono i dati pubblicati sulle testate nazionali aggiornandoli dopo gli sviluppi investigativi.

Nel webinar sono stati presentati i dati raccolti sui delitti familiari in Italia nel 2023, che tra l’altro hanno tracciato il profilo delle vittime dei delitti familiari, circa il 50% dei delitti familiari vede come vittima un conoscente, circa il 25% un partner, circa il 17% un parente e circa l’8% un ex partner. Questi dati hanno prodotto una costruttiva riflessione.

E-book AIPC Rubrica Delitti Familiari settimana dal 9 al 15 marzo 2024. È possibile sfogliare gratuitamente l’ebook cliccando sul link: https://www.traumaeviolenza.it/2024/03/18/ebook-aipc-rubrica-delitti-familiari-settimana-dal-podcast-aipc-rubrica-delitti-familiari-settimana-dal-09-al-15-marzo-2024/

Podcast AIPC Rubrica Delitti Familiari settimana dal 9 al 15 marzo 2024.  È possibile ascoltare gratuitamente il podcast cliccando sul link: https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2024/03/18/podcast-aipc-rubrica-delitti-settimana-dal-09-al-15-marzo-2024/

La moderatrice del webinar, la giornalista Priscilla Rucco lascia la parola alla dottoressa Paola Temperi, già commissario capo della Polizia di Stato e Vicequestore responsabile dell’ufficio minori e vittime vulnerabili della Questura di Roma, la dottoressa ribadisce l’importanza della rete e della collaborazione tra professionisti.

Lo spazio dedicato alle domande ha generato un confronto sulle donne vittime di “femminicidio” nel 2023. La giornalista Priscilla Rucco ha confermato che le donne vittime di “femminicidio” nel 2023 sono state 120, 74 uccise da un partner o ex partner (- 6% rispetto al 2022).

Dopo aver risposto ad alcune domande il dott. Lattanzi ha invitato tutti i partecipanti a realizzare una rete di collaborazione che possa prevedere l’applicazione i protocolli scientifici e ha dato l’appuntamento ai prossimi eventi organizzati dall’A.I.P.C. in presenza a Roma e nel Lazio il prossimo mese di maggio.

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Sintesi AIPC quinto gruppo del progetto sperimentale “Benessere nelle relazioni tra familiari” dedicato a dieci detenuti.

Nel mese di gennaio 2024, Il Dottor Massimo Lattanzi, Psicologo Psicoterapeuta e Presidente dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (A.I.P.C) insieme alla Dottoressa Tiziana Calzone, Psicologa Psicoterapeuta e Coordinatrice dell’A.I.P.C. ha avviato un nuovo progetto con la Casa Circondariale di Velletri. Il progetto denominato “Benessere nelle relazioni tra familiari” prevede l’applicazione del protocollo scientifico integrato A.S.V.S. e gruppi di risocializzazione.

Giovedì 14 marzo 2024, è stato condotto a distanza il quinto gruppo del progetto sperimentale “Benessere nelle relazioni tra familiari” dedicato a dieci detenuti. Una delle attività previste dal progetto.

Lo sportello di ascolto ed orientamento dell’A.I.P.C. sulla violenza è dedicato a tutte le persone senza distinzione di genere e di ruolo ricoperto (vittime, autori e familiari) e propone a richiesta e con il versamento di un contributo spese, una valutazione psicodiagnostica e psicofisiologica e training individuali, di coppia, di gruppo e familiari. Per chi si occupa o intende occuparsi di violenza con strumenti scientifici l’A.I.P.C. propone, con il versamento di un contributo spese, in presenza o a distanza, una formazione specialistica e una supervisione sia individuale che di gruppo.

Il numero unico A.I.P.C. è il 3924401930 attivo tutti i giorni comprese le festività natalizie dalle ore 12:00 alle ore 16:00 e la e-mail è aipcitalia@gmail.com.

Le tematiche affrontate dal gruppo, con l’approssimarsi della Festa de Papà e della Santa Pasqua, sono state i vissuti sperimentati nelle festività durante la restrizione. I partecipanti hanno tentato di trasmettere una lettura positiva, hanno riferito di godere nei giorni festivi di uno spazio di “socialità” più ampio e di cucinare delle pietanze più ricercate.

I conduttori hanno accompagnato il gruppo a superare la “superficialità” e sperimentare la discesa in profondità, superando il meccanismo di difesa dell’evitamento. I ristretti hanno provato a descrivere la vita in restrizione come se fosse la stessa di quella in libertà e le festività come se fossero un giorno come un altro.

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I conduttori hanno agevolato l’emergenza della realtà e permesso ai partecipanti di riconoscere di indossare “una maschera” per sopravvivere e rendere più tollerabile la restrizione, in particolare durante le festività.

Molti dei partecipanti sono padri, quindi la Festa del Papà è stata quella più sentita, riferendosi al passato hanno espresso un forte dispiacere per non aver trascorso molto tempo con i loro figli per il lavoro e altre “distrazioni”, a questo rammarico si aggiunge il profondo dolore per la prolungata assenza dovuta alla restrizione in carcere.

I conduttori hanno facilitato i partecipanti a far emergere la propria sofferenza dovuta all’impossibilità di condividere la festività con i loro familiari, questo lavoro potrà contribuire a produrre nei partecipanti al gruppo una migliore autoregolazione emotiva che potrà restituire benessere ai loro familiari.

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